La disperazione

Febbraio 5, 2009

è arrivata una domenica sera. Pioveva.

Immagine: pioggia e verde, abeti sotto la pioggia

Una frase incontrata per caso è bastata a far crollare tutto.Ad aprirmi gli occhi ed una voragine nel cuore. Uno strappo violento allo stomaco. Gelo lungo la schiena, bollore nella testa. Ed un urlo silenzioso tra labbra e gola.
Come succede nei sogni. Ma questo era tutto vero. 

Il mio incubo uscito nella realtà.

 

come risacca

Febbraio 1, 2009

ti prende all’improvviso.
Succede mentre stai facendo qualcosa di completamente estraneo
e l’immagine ti assale. Nitida. Intensa.

 

 

e poi capita che mentre cerchi di coglierla e conservarla, dandole forma… si dissolve… lasciandoti boccheggiante sulla riva.

A mani vuote e col fiato corto.

Non ero, e non lo sapevo.

Febbraio 1, 2009

se decidi di sparire

Gennaio 25, 2009

devi accettare che al tuo ritorno potrebbe non esserci più nessuno ad aspettare

 

(a proposito di “Si può scrivere un romanzo in 6 parole?“)

 

 

su anobii: Un romanzo in 6 parole 

 

 

inizia così…

Ero fuori quel giorno.
 
 

I remember when, I remember

I remember when I lost my mind

There was something so pleasant about that place.

Even your emotions have an echo

In so much space

And when you’re out there

Without care,

Yeah, I was out of touch

But it wasn’t because I didn’t know enough

I just knew too much

Does that make me crazy?

Does that make me crazy?

Does that make me crazy?

Probably

[Possibly]

 

Listening(in my mind): Crazy, Gnarls Barkley

Rappelle-toi, Barbara

Novembre 11, 2007

…il pleuvait sans cesse sur Brest ce jour-là
Et tu marchais souriante
Épanouie ravie ruisselante
Sous la pluie
Rappelle-toi Barbara
Il pleuvait sans cesse sur Brest
Et je t’ai croisée rue de Siam
Tu souriais
Et moi je souriais de même
Rappelle-toi Barbara
Toi que je ne connaissais pas
Toi qui ne me connaissais pas

Rappelle-toi
Rappelle-toi quand même ce jour-là
N’oublie pas
Un homme sous un porche s’abritait
Et il a crié ton nom
Barbara….

one night stand

Novembre 3, 2007

< ‘notte… >

Notte. Buio. Freddo.
Le chiavi. Le scale. Ferro e cemento. Marmo. Grigio, giallo, bianco. Sporco. Freddo.
La luce che si spegne sempre prima che arrivi in cima. Buio. Silenzio.
La chiave puntata. La porta. Lo scatto del metallo che risuona nel legno e sembra rimbombare lungo le scale. Scivola dentro mentre scivola la porta sui cardini.
“Piano che tutti dormono. In fretta che domani c’è scuola.”
La mano sulla maniglia ancora abbassata. E lo scatto secco della chiave.
E lo scatto secco di una mano.
AHIA
Fa male. E brucia. E bruciano le lacrime.
< …sei una troia… sei capace solo di portargliela… >
Buio. Luce. Sentire -e non vedere- occhi che osservano.
Giallo. Bianco.
Verde.
Inciampare. Rotolare. Scivolare. Aggrapparsi.
“È un divano questo?” Nuovo. Grandissimo. Toh.. con la penisola.
Rannicchiarsi.
< …come ti ho fatta ti disfo…. >
Fa male. E brucia. E bruciano le lacrime.
<…smettila che i vicini sentono…>
Chiavi. Nel pugno. Le chiavi.
La tenda. La finestra. Le chiavi.
< …le chiavi… aiuto… carabinieri… >
(Chiama i carabinieri. Cerca le chiavi.)
La porta.
I carabinieri
< Cosa succede? >

< …se esci da quella porta non ci rientri più… >
< Signorina non è successo niente. Vada a dormire. È tutto a posto. >
<no…no…no…>
< Smettila. Smettila. Vai via. >
< …se provi a tornare dimostri che hai la faccia come il culo… >
Fa male. E brucia. E bruciano le lacrime.
“Piano che tutti dormono. In fretta che domani c’è scuola.”

“non sei sola”

Ottobre 24, 2007

… le parole più belle che mi hai lasciato. Prima di sparire, ma anche al tuo ritorno. Mi hai “conosciuta” quand’ero piena di colori, mi hai spronata nei neri più neri. … Reale, virtuale … difficile non pensare ad una persona dietro a un “nick”, certo dipende, dipende sempre…. ma esistono “nick ” che si fiondano a telefonarti, scriverti, cercarti appena sanno che hai un problema…… come ci sono amici “reali” che davanti ad un problema spariscono…. …..Indipendentemente dai mezzi, piaceri e dolori esistono. Parole ed atteggiamenti possono fare bene o fare male. ….
ed io sono una sognatrice, sento i baci e gli abbracci “virtuali”,

vedo le fotografie cambiare espressione

°“°º¤ø,¸¸,Talvolta un pensiero mi annebbia l’Io:
sono pazzi gli altri o sono pazzo io?
(Einstein)

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